Immigrazione. Il nostro “no” al memorandum Italia-Libia. Una vergogna da cancellare.

Articolo originale pubblicato sul sito dell’Azione Cattolica Nazionale

Con un recente appello indirizzato al presidente del Consiglio Mario Draghi, le organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione hanno chiesto di mettere fine al memorandum Italia-Libia del 2017 e di bloccare ogni finanziamento alla cosiddetta “Guardia Costiera Libica” e ai centri di detenzione per i migranti, prevedendo al loro posto strutture di prima accoglienza che abbiano standard minimi e garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali delle persone che vi sono accolte. Il 14 e 15 luglio è in programma un sit-in di protesta davanti al Parlamento, affinché non ratifichi i termini del memorandum. Nel sostenere e promuovere l’appello, la posizione dell’Azione cattolica è ben sintetizzata nelle parole di don Carmelo La Magra, parroco di San Gerlando a Lampedusa e assistente diocesano dell’Azione cattolica di Agrigento, che qui vi proponiamo. Diciamo il nostro “no” ad accordi tra Italia e Libia che calpestino i diritti umani, chiedendo anche noi al governo e al Parlamento italiano di abbandonare la logica securitaria, le politiche di deterrenza e contenimento per concentrarsi piuttosto sulla salvaguardia e protezione dei migranti e sul rispetto dei diritti umani.

don Carmelo La Magra – Il mese di luglio si è aperto con l’ennesima tragedia sulle coste di Lampedusa, coste d’Italia e d’Europa, che ha visto la morte di sedici giovani donne. La vista delle bare, il pensiero del recupero dei dispersi desta commozione in tanta gente che spesso non ha alcuna possibilità di intervenire se non condividendo il dolore di questa umanità ferita.
Ma se per tanti è lecito commuoversi non lo è per chi ha autorità politica e potere decisionale.
È necessario fare il possibile per passare da una logica securitaria dell’immigrazione, che produce ingiusta sofferenza e morte, a vere politiche di accoglienza che guardino ai diritti di uomini e donne piuttosto che alla salvaguardia dei confini.
In questi stessi giorni il governo italiano propone di rinnovare e incentivare economicamente il sostegno alla cosiddetta “Guardia Costiera Libica” continuando a delegare alla Libia quella che viene fatta passare come un’azione per la sicurezza dei confini e la lotta all’immigrazione clandestina, ma che si concretizza di fatto con il respingimento di migliaia di esseri umani poi ammassati nei centri di detenzione e, in seguito, rimessi nelle mani dei trafficanti.
Sono ormai alla portata di tutti le notizie dei crimini commessi dalla Libia sia in mare che nei centri di detenzione, tanto da non essere considerata dalle Nazioni Unite un paese sicuro nel quale sia lecito riportare i migranti soccorsi nel Mediterraneo.
Come esseri umani, come cittadini e come cristiani non possiamo accettare che queste azioni continuino e vengano alimentate con le risorse messe a disposizione dall’Italia e dall’Unione Europea.
Chiediamo che si sospenda questa collaborazione che non fa onore al nostro Paese e che ci rende complici di tanta ingiustizia; cooperazione che non giova al bene degli esseri umani ma che ci espone costantemente al ricatto di chi si erge a controllore del territorio libico e delle acque del Mediterraneo.
Migranti arrivati in Italia hanno confessato che avrebbero preferito morire piuttosto che tornare in Libia, tremano al pensiero di tornare a subire torture e violenze che non hanno bisogno di raccontare perché scritte in modo indelebile con le ferite che portano sui loro corpi.
Fino a quando non si prevederanno vie legali e sicure, politiche che abbiano al centro la cura della persona e non si smetterà di perseguire chi garantisce il soccorso in mare, non cesseranno le morti.
È in errore chi pensa che alzando barriere e fermando i flussi, come se fosse possibile, si riesca a salvare vite; l’unico modo è garantire a tutti gli stessi diritti che la nostra civiltà si vanta di aver generato: la libertà individuale, la salvaguardia della persona, l’attenzione ai vulnerabili, la protezione per i perseguitati.
È necessario evacuare prima possibile la Libia e i centri di detenzione, novelli lager di cui la storia ci chiederà conto, e garantire la possibilità della richiesta di asilo nelle ambasciate italiane nei paesi di origine così da offrire viaggi in piena legalità e sicurezza.
Ci rendiamo conto che quanto richiesto risulta impopolare e spesso non porta a consensi elettorali ma sappiamo anche che non sarà l’opinione pubblica a sottrarci dal giudizio della storia, né il consenso popolare renderà moralmente accettabile il sostegno ad attività criminali che ormai più nessuno riesce a nascondere.

 

Alcuni interventi Ac sul tema migranti
XVII Assemblea nazionale di Azione Cattolica. Messaggio dell’AC alla Chiesa e al Paese. Verso il futuro, come fratelli (02/05/2021)
La Nota della Presidenza nazionale Ac La condizione dei migranti lungo la “Rotta balcanica” – Soccorso e solidarietà concreta (28/01/2021)
La Nota della Presidenza nazionale Ac Non siamo innocenti (13/06/2018)
Il Presidente Truffelli a Lampedusa: il grazie dell’Azione Cattolica alla comunità dell’isola (01/09/2017)
Franco Miano a Lampedusa (13/11/2011)
Giacomo Canobbio, Pina De Simone, Giovanni Grandi e Giuseppe Notarstefano (a cura di) Costruire un mondo nuovo In dialogo con l’enciclica Fratelli tutti, Ave 2021

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