Ci vuole ben altro

Quando veniva intervistato, Gino Strada non mancava mai di fare appello alle parti politiche, tutte le parti di tutti i Paesi, per eliminare la guerra dalle opzioni possibili per la risoluzione dei conflitti. L’idea, comprensibilissima dal suo punto di vista ma che poteva sembrare utopistica ai più, è in effetti abbastanza moderna.

Circa 90 anni fa, un gruppo di fisici ungheresi e tedeschi di origine ebraica si organizzava per sfuggire alle persecuzioni razziali, e aveva ben in mente gli effetti delle devastazioni che il miglioramento tecnologico delle armi aveva portato nelle cosiddetta Grande Guerra. Avendo allora solo intuito le potenzialità della fissione dell’atomo, costoro si impegnarono in una lunga campagna di pressione con due obbiettivi: evitare che un’arma dall’effetto così letale fosse ottenuta prima da Hitler e abolire la guerra stessa, una volta dimostrato che era praticamente fattibile distruggere il pianeta.

Come sappiamo, non tutto è andato per il verso giusto: la bomba atomica è stata sì costruita “dai buoni”, ma impiegata subito contro civili inermi e non a scopo dimostrativo come pure era stato suggerito. In effetti le potenze nucleari non hanno mai più fatto uso dell’arma nucleare ma hanno continuato a combattersi per interposti popoli altrui.

Gli stessi Taleban, oggi ritornati, hanno continuato a essere ospitati, riforniti ed armati dal Pakistan, paese in via di sviluppo che ha capito subito che dotarsi della bomba atomica lo avrebbe messo al riparo dalle pressioni dei nemici ma anche da quelle degli amici.

Noi cristiani sappiamo, almeno in teoria, che la vera Pace è dono di Dio e nasce da un Cuore dell’uomo in pace.

Santa Teresa di Calcutta lo ha chiarito benissimo con il famoso discorso alla Nazioni Unite: se una madre può accettare di eliminare come nemico il bambino che porta in grembo, nulla può impedire agli uomini di uccidersi tra loro.

Queste cosiddette “evidenze etiche” sono tutto meno che evidenti.

Tantissimi uomini e donne di buona volontà che appoggiano senza riserve le idee e le opere di Gino Strada non hanno il minimo dubbio sul fatto che l’aborto sia da ricomprendere nel diritto alla salute della madre.

D’altra parte, tanti fedeli cattolici, per esempio negli Stati Uniti, purtroppo ammirati anche da noi per il loro impegno “pro vita”, sono contrari alla limitazione del commercio delle armi d’assalto e non hanno il minimo dubbio sulla necessità della guerra giusta, magari anche solo contro i poveri.

Gino Strada non si occupava direttamente di politica, ma ha trovato soluzioni per garantire la possibilità di cura dei feriti.

La stessa Madre Teresa non si è occupata, almeno all’inizio, direttamente di problemi della famiglia, ha cominciato raccogliendo i moribondi per strada.

Entrambi, a proprio modo erano consapevoli che ci vuole ben altro ma intanto hanno cominciato a fare il loro, per quanto potevano.

Credo che anche per questo il Papa ha scritto per noi oggi Fratelli Tutti.

Ci sono posizioni e visioni radicalmente diverse ma un comune destino che ci lega tutti e che dobbiamo impegnarci a riconoscere.

Ci sono anche tanti problemi diversi che certo possono essere ricondotti alla ricerca del Bene Comune ma che richiedono competenze e sensibilità diverse che devono essere sviluppate e condivise, anche con chi sembra partire da posizioni lontane.

Per ognuno di noi c’è un tempo per discernere, e capire che ci vuole ben altro che le nostre forze ma anche un tempo per fare quello che possiamo. Il nostro Maestro, ci ha insegnato che poi è lui a moltiplicare i nostri cinque pani e due pesci, ma continua a chiedere il nostro contributo.

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