In memoria di Alberto Loda: la sua cucina ci ha fatto gustare la comunità

Quante volte si discute dei massimi sistemi nel cercare le strategie migliori per costruire la nostra Chiesa attraverso incontri di riflessione, preghiera, meditazione. Ma tutti sappiamo che sono di ben altro tipo gli incontri che contano davvero: sono gli incontri con le persone concrete, semplici, capaci di lasciare un segno profondo in tanti amici che le incrociano, magari casualmente e per un breve periodo.

Alberto Loda, che ci ha lasciati all’inizio di agosto dopo una lunga malattia, è una di queste persone. Il suo nome forse sarà sconosciuto ai più. Ma se lo chiamiamo “cuoco Alberto”, allora certamente tante persone che hanno frequentato la Casa Alpina del Tonale lo riconosceranno subito! 

Eh sì, Alberto e Maria sono stati un’istituzione per la Casa Alpina: hanno dato la loro disponibilità come cuochi per tanti anni, e per diverse settimane all’anno. Coppia affiatatissima, nella vita come in cucina! Sapevano preparare pranzi e cene spettacolari, con piatti succulenti sia per qualità che per quantità: offrivano sempre il bis ai bambini e ai ragazzi affamati, avevano sempre la soluzione giusta per gli adulti e gli anziani più “difficili”. E spesso i loro manicaretti avevano un gradimento clamoroso: il boato per la pizza fatta in casa non mancava mai! e in diverse occasioni, nei giorni di festa, Alberto e Maria venivano chiamati a suon di urrà a furor di popolo a raccogliere il meritato applauso a fine pranzo.

Il loro successo nasceva in cucina ma non si esauriva certo lì: Alberto e Maria usavano le loro doti culinarie per stare vicini alle persone, una per una, con un’attenzione affettuosa e personalizzata che tutti coglievano subito, nel loro largo sorriso come nelle chiacchiere simpatiche e allegre del dopocena, quando una volta terminate le incombenze in cucina si concedevano agli ospiti della Casa, che diventavano presto tutti loro amici. Quando c’erano bimbi piccoli (e di questo ne ho un’esperienza personale diretta con mia figlia) per loro era una festa: abbracci, sorrisi, giochi, moine di ogni tipo, assolutamente ricambiati da tutti i bambini. Alberto era veramente un gran simpaticone, con il suo vocione forte, la risata fragorosa, apparentemente da burbero, in realtà con un cuore d’oro. Innamoratissimo e legatissimo alla sua Maria, l’unica che gli teneva testa con altrettanta determinazione e altrettanto amore.

Beh, quelle settimane in Casa Alpina con il cuoco Alberto e la cuoca Maria sono per sempre nel cuore di tanti di noi, di chi ha partecipato sia alle vacanze, sia ai campi estivi ACR, Giovani e Adulti dell’Azione Cattolica, sia ad altre esperienze comunitarie di diversi gruppi parrocchiali. Oggi possiamo dirlo forte: Alberto e Maria, con i loro manicaretti uniti alla loro grande simpatia, hanno veramente costruito tanto la comunità, creando in quelle serate in Casa Alpina un’atmosfera unica e calorosa, davvero di famiglia. E per questo, nella loro semplicità, sono stati un grande dono per la Chiesa pavese, perché hanno creato e favorito relazioni autentiche, cordiali e sincere, tra tante persone. Come noi, che a distanza di anni oggi li ricordiamo con tanto affetto, stringendoci a Maria e alla figlia Laura nell’affidare al Signore il cuoco Alberto, con il nostro caloroso e affettuoso GRAZIE.

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