“Ecco faccio una cosa nuova…non ve ne accorgete?”

Gli adulti di AC a Folgaria “cercatori di speranza”

Quando a gennaio abbiamo iniziato a pensare al nostro campo estivo, siamo stati tutti d’accordo nell’identificare nella SPERANZA l’argomento su cui volevamo riflettere e più precisamente dove e come trovare semi e germi di speranza nella realtà attuale sotto tanti aspetti così incerta e critica. Il titolo quindi “Cercatori di speranza” si riferisce proprio a questo desiderio grande e alla consapevolezza che questi segni ci sono, anche nelle ferite più profonde, sebbene spesso sia faticoso coglierli. A guidarci nella scoperta di questi semi di speranza sono stati il Vescovo Corrado e Padre Mauro Bossi S.J., pavese di nascita e ora a Milano, redattore della rivista Aggiornamenti Sociali. A Folgaria ci hanno accolto e accompagnato   cielo azzurro e temperature miti, due costanti che dal 20 al 24 agosto certo hanno favorito la buona riuscita del Campo.  Domenica mattina mons. Sanguineti ha introdotto il tema definendo la speranza come dimensione essenziale della vita di ogni uomo.  Tra i brani commentati, quello forse meno conosciuto ma di grande intensità è stato un dialogo di Peguy, che descrive la speranza come la sorella minore, che cammina fra Fede e Carità, apparentemente le più importanti, ma “È lei, questa piccola, che spinge avanti ogni cosa. Sperare è la cosa più difficile. La cosa più facile è disperare, ed è la grande tentazione.” Le nostre riflessioni sulla speranza sono proseguite nelle tre mattine successive, attraverso gli approfondimenti davvero stimolanti di padre Mauro: i testi su cui abbiamo insieme meditato sono stati brani per la maggior parte tratti da encicliche di papa Francesco, ma anche dai Vangeli, dalle lettere di Paolo. Dopo le sue “lezioni” e un necessario tempo di silenzio personale, i temi trattati sono stati ripresi in sede assembleare. È sempre davvero interessante mettere in comune ciò che si pensa, in atteggiamento di vero ascolto, in un costruttivo dialogo che, come ci ha ricordato padre Mauro, per essere tale deve sempre prevedere, in quanto “prassi trasformativa” la possibilità di cambiare. Non sono poi mancati momenti di preghiera (grazie anche a don Paolo Pelosi, caro amico sempre presente e tanto disponibile),  gite insieme, film e giochi serali, lunghe chiacchierate: tutto questo, ancora una volta ci ha confermato la  bellezza dello stare insieme, la bellezza della fede condivisa,  la bellezza di essere capaci di saper sperare, nella certezza  che la vita sarà bene per noi, perché qualsiasi cosa accada, anche faticosa, anche avversa, sappiamo che Dio porta sempre a termine le sue promesse, che sono promesse di bene.

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