Alleniamoci alla Pace

Forgeranno le loro spade in vomeri, profetizzava Isaia. Oggi pochi sanno cos’è un vomere perché in campagna si usano i trattori, nondimeno il dibattito sembra incentrato sui carri armati da fornire al l’Ucraina.

Nel frattempo il popolo, continua a essere sotto il fuoco delle armi che identifichiamo come russe e ucraine ma che sono e saranno sempre più impiegate da società private che acquistano sempre più potere anche rispetto agli stessi governi. 

I combattenti mercenari che si sostituiscono ai politici non sono una grande novità, come ci dovrebbero ricordare i monumenti sforzeschi. Abbiamo perso la memoria delle crudeltà perpetrate a quei tempi ma come discendenti, o sopravvissuti, dovremmo essere più consapevoli dell’inutilità della guerra. 

Anche a quei tempi infatti, all’introduzione di nuove armi “risolutive” si rispondeva con altre armi e tattiche, in una spirale che continua ancora oggi. 

Chi non è specialista di storia, non ricorda le ragioni degli uni e degli altri, ma dovrebbe essere consapevole e grato del fatto che la guerra si è talvolta fermata e la civiltà è andata avanti. 

Ai tempi dei capitani di ventura, le notizie erano un po’ più lente a diffondersi e gli effetti delle guerre più localizzati intorno ai teatri di guerra. 

Oggi siamo più efficienti in entrambi i settori per cui dobbiamo essere più responsabili e almeno togliere di mezzo la scusa della difesa dei valori o persino della Fede, per la lotta violenta per il potere. 

Per questo crediamo che trovarsi a pregare e riflettere sulla guerra insieme a chi nella diocesi si prende cura del dialogo ecumenico sia non solo giusto, ma anche necessario, perché la Pace passa anche dalla riconciliazione tra i cristiani. 

Vi aspettiamo domenica 5 febbraio dalle ore 17.30 presso l’Oratorio di Sant’Alessandro – Pavia.

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