Un viaggio nel profondo dell’umanità

Tommaso Giani a Pavia presenta il suo libro “Diari dalla stazione”

Spesso tutti noi siamo vittime di una grande tentazione: parlare degli altri senza nemmeno conoscerli. Nelle nostre comunità parrocchiali, nei nostri gruppi, anche in AC, continuamente parliamo di nostri fratelli “lontani” – poveri, migranti, emarginati, stranieri – come di persone a cui voler bene nel nostro cuore, fratelli per cui pregare e a cui fare magari qualche offerta, ma che comunque rimangono a noi estranei. Del resto, quando parliamo di loro, loro non ci sono! Non sono nelle nostre chiese, non vengono alle nostre riunioni. Dove sono? Ovunque, per strada, nei luoghi di vita magari meno nobili, meno puliti, più affollati… Nei luoghi dove probabilmente non siamo noi.
Il nostro amico Tommaso Giani, diacono “di strada” che dopo alcuni anni a Pavia ora vive in Toscana, abitando in un dormitorio con un gruppo di senza fissa dimora e insegnando religione in un istituto professionale, che già pochi mesi fa aveva partecipato al nostro campo adulti a Madesimo, tornerà da noi a Pavia a portarci la sua testimonianza di con-vivenza con tanti fratelli di varia umanità.
La sera di mercoledì 17 aprile (ore 21, sede AC, via Menocchio 43 Pavia) ci presenterà la sua esperienza vissuta l’estate scorsa, quando per un mese si è trasferito h24 alla stazione di S.Maria Novella a Firenze, “il luogo della Toscana più affollato e più ricco di storie e di contrasti, dove si possono fare viaggi intorno al mondo e incontri strabilianti anche senza prendere il treno, ma semplicemente guardandosi intorno”. Ha condiviso le sue giornate e nottate sui binari con “viaggiatori, turisti, pendolari, sbandati, ferrovieri, inservienti, forze dell’ordine, baristi…, osservando l’umanità più svariata che sale, scende, lavora, si ubriaca o mendica intorno ai treni”. E ha documentato la sua esperienza in una serie di articoli pubblicati settimanalmente sul Corriere Fiorentino, edizione toscana del Corriere della Sera, e ora raccolti nel libro “Diari dalla stazione” (ed. La Conchiglia di Santiago).
E’ un’occasione preziosa per aiutarci a guardare l’umanità con occhi diversi, non di giudizio ma di amore. Ne abbiamo tanto bisogno.

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