Terra in Pace

Nel sussidio per il Mese della Pace 2026 è descritta un’attività per giovani e giovanissimi di AC (gli adolescenti), intitolata “Dallo scudo al cuore”.

Lo scudo infatti, che blocca gli attacchi ma non risolve i conflitti, dà l’idea che la pace si mantenga solo con la forza o con il controllo. Questo servirà a riflettere sul fatto che la vera forza non sta nel difendersi ad ogni costo, ma nel disarmarsi per aprirsi all’altro”.

Un concetto così semplice andrebbe spiegato anche agli adulti, per esempio all’Amministratore Delegato di Leonardo, il principale produttore di armamenti a partecipazione statale, che ha proposto l’idea del Michelangelo Dome.

L’immaginifico termine si può tradurre anche “Cupola Michelangelo” ma richiama in effetti l’Iron Dome israeliano, ovvero un sofisticato sistema anti missili, che dovrebbe essere così evoluto da proteggere dai droni fino ai missili ipersonici.

I progetti stessi sono ancora da finanziare, ma è un insieme di sistemi d’arma talmente costosi che andrebbe sviluppato a livello europeo, e questo è l’unico aspetto forse positivo, non potendo alcuno stato nazionale permetterselo.

La questione non deve essere banalizzata: la guerra in Ucraina va avanti da anni grazie alle costosissime difese antiaeree, fornite e guidate dagli americani nonché pagate per lo più dall’Europa.

D’altra parte Israele aveva Iron Dome anche il 23 ottobre 2023 e ha dovuto attaccare l’Iran per dimostrare che serve a qualcosa.

Il sussidio di AC Terra in Pace utilizza l’immagine della Stazione Spaziale come sguardo su una terra dall’alto, priva di confini.

Nella realtà sappiamo che anche lo spazio è diventato ambiente conteso, la dipendenza delle guerre terrestri moderne dai segnali rilanciati dai satelliti è tale che nessuno dubita che siano già in orbita armi anti antisatellite. USA e Russia, che continuano a collaborare per la Stazione Spaziale, già avviata al fine vita, si combattono per interposta Ucraina, ma sono sostanzialmente d’accordo che è la forza militare l’unico strumento per proteggere gli interessi dei propri cittadini. Purtroppo dobbiamo constatare che anche l’Italia sembra non avere altro orizzonte che la deterrenza.

Educare alla Pace e raccontare che un’altra via è possibile, è un modo per contrastare questa mentalità.

Siamo in Avvento, a volte un po’ confusamente, anche chi non crede più si sente in questo periodo più aperto all’altro. Auguriamoci allora, come ci chiedono anche i Vescovi nella Nota Pastorale approvata ad Assisi, “di essere capaci di ascoltare attese e paure altrui e tessere dialoghi come tra compagni di un viaggio di pace”.

Francesco Frigerio – Presidente Diocesano AC

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