Percorso I Care: un inizio entusiasmante

Dopo la fruttuosa esperienza dell’anno passato, l’Azione Cattolica diocesana rinnova il percorso I Care, un ciclo di incontri su temi sociali aperto alla cittadinanza. Il primo, dal titolo Io e Noi: solitudini connesse e moltitudini coese, si è tenuto in due tappe il 21 novembre e 4 dicembre scorsi, nella sede di via Menocchio. In esame il grave problema della solitudine, che interessa particolarmente i giovani – lasciati indietro da un Paese che non investe nel loro futuro – e gli anziani, cui mancano le reti sociali e familiari, così importanti per il loro benessere. Accostamento inusuale, quello dei bisogni della gioventù e della terza età, ma che riflette la demografia del gruppo organizzatore, composto da storici tesserati di AC e nuove leve, con qualche prezioso contributo al di fuori dell’associazione.

Novità di quest’anno è la formula degli incontri: non più conferenze ma occasioni di dialogo strutturate in due appuntamenti. Il primo, animato un relatore, rappresenta un momento di formazione. Il secondo è una tavola rotonda, durante la quale alcuni testimoni catalizzano il confronto fra tutti i partecipanti.

Protagonista della prima serata è stato Raffaele Gnocchi, pedagogista, diacono permanente e referente per le politiche abitative del comune di Lodi. Una relazione magistrale, la sua, arricchita tanto da riferimenti alle teorie sociologiche quanto da esperienze di vita concreta.

A concludere il primo incontro sono stati tre brevi interventi dei testimoni che hanno accompagnato anche il secondo. Gioele Giachino – già rappresentante del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari – ha portato il punto di vista dei giovani, spesso disinteressati alla cosa pubblica, ma forse perché la cosa pubblica si è disinteressata a loro. Eva Ersek – infermiera appassionata dell’IRC Santa Margherita – ha raccontato con il sorriso il suo lavoro, faticoso ma gratificante, a contatto con gli anziani. Felice Lopopolo – sindacalista in pensione – ha presentato il progetto Raccontare per Vivere, un esperimento durato sei anni con il quale il Centro di Ricerca Alfredo Galmozzi di Crema ha promosso il dialogo tra gli studenti delle scuole cittadine e gli anziani nelle RSA.

Impossibile riassumere in questo articolo la profondità delle riflessioni emerse durante i due incontri. È aperto a tutti, però, l’invito a partecipare ai prossimi, che tratteranno del rapporto tra vita di fede e partecipazione politica e dello scontro – sempre più attuale – tra scienza e antiscienza. Le date saranno rese disponibili sul sito e i social dell’AC diocesana. Vi aspettiamo!

Alessandro Marchesi – Gruppo I Care AC Pavia

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