Il prezzo della Pace

Sottostare alle regole è faticoso, vale per le comunità piccole ma anche per quelle grandi.

Quante volte, anche negli oratori, abbiamo faticato ad accettare le imposizioni burocratiche?

Per esempio, “ai bei tempi”, in molti oratori parrocchiali c’erano i cinema con solide ed economiche sedie di legno, in numero semplicemente compatibile con lo spazio fisico “e tutti siamo cresciuti lo stesso”.

Poi ci si è messa la “burocrazia”, spesso si incolpa l’Europa, a imporre normative antincendio sempre più costose da ottemperare.

Adeguarsi a queste regole rende faticose le nostre iniziative ma quando succedono tragedie  come quella del Capodanno a Crans Montana ne capiamo drammaticamente il senso.

Ma allora perché non riusciamo ad applicare la stessa logica di regole condivise tra le nazioni, quando il rischio è di estendere l’incendio all’intero pianeta ?

Serve probabilmente condividere il significato dei termini, per un accordo per un fine superiore che trascenda i nostri interessi.

Papa Leone ci sta facendo una stupenda catechesi su questo, ricordiamo, in particolare , i suoi discorsi per la Giornata Mondiale della Pace, pubblicato a dicembre e quello al Corpo Diplomatico del 9 gennaio.

Sono facilmente reperibili in rete e andrebbero letti interamente e non riassunti, nemmeno dall’AC, peggio che mai da qualche intelligenza, artificiale o meno.

Nel nostro piccolo, come contributo all’educazione alla Pace, e in significativa coincidenza con la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, vorremmo riflettere sul rischio che anche la religione venga strumentalmente utilizzata per giustificare le guerre.

Lo faremo partendo dalla vicenda, oggi forse rimossa ma a noi vicinissima della ex Yugoslavia, dove, crollato il regime Comunista, è scoppiata una feroce guerra tra diversi popoli che è stata giustificata anche con motivazioni religiose.

Ci troviamo sabato 24 gennaio alle 17:30 presso la nostra sede in via Menocchio.

Chiara Montagna, che ha frequentato molto quei luoghi dopo la guerra, anche per documentarsi per il suo lavoro di tesi, ci fornirà un racconto di quelle terre oggi. Il nostro Assistente Adulti Don Giulio Lunati, ci introdurrà al non facile problema di interpretare la violenza che è pur sempre presente anche nell’Antico Testamento.

L’incontro è aperto a tutti gli interessati, perché vorremmo essere sempre in grado di testimoniare che ciascuno di noi è protagonista e dunque responsabile della storia. Come ricorda S’Agostino, i cristiani sono chiamati da Dio a soggiornare nella città terrena con il cuore e la mente rivolti alla città celeste.

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