Il sentiero della Costituzione

Questo è il nome del sentiero che noi ragazzi del Movimento Studenti Azione Cattolica abbiamo percorso per salire a Barbiana, lungo il quale si trovano alcune illustrazioni rappresentanti i primi 54 articoli della Costituzione. Allora, salendo verso questo luogo tanto significativo per il nostro movimento, non si può che riflettere su quale sia il collegamento tra la Costituzione e la nostra quotidianità. Il primo articolo che ci riguarda è l’articolo 34, che cita: “La scuola è aperta a tutti”. A questa affermazione Sergio Mattarella, nel discorso per l’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, ha aggiunto che essa deve “aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere”. Tale precisazione è risultata necessaria a seguito della emanazione del decreto-legge, contenente “Misure urgenti per la promozione dell’integrazione degli alunni stranieri nell’ambito scolastico”, il quale suscita un quesito importante: il decreto rappresenta un sincero tentativo di inclusione e supporto per gli alunni e le famiglie straniere nel nostro Paese, oppure risulta come una ghettizzazione mascherata? L’articolo 17, invece, cita: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.”. Nell’ultimo periodo il nostro Paese è stato scosso dalle proteste studentesche, che hanno riempito le piazze di numerose città. Il nodo centrale della copertura mediatica delle manifestazioni si racchiude in un quesito: chi dobbiamo condannare per la distruzione delle città e cosa dobbiamo trarre da tutta questa violenza? Sebbene non abbiamo una risposta chiara a nessuna di queste domande, possiamo però fornirvi una chiave di lettura, che evidenzia Lorenzo Zardi (Vicepresidente del Settore Giovani), in un articolo scritto per il SIR: “Per tanti anni si sono attuate politiche a breve termine, prive di una programmazione strategica per il Paese. Oggi che i nodi sono venuti al pettine, le misure immediate di contenimento rischiano soltanto di aggravare i problemi di fondo”. In entrambi i casi si parla di politiche giovanili che nascono senza il diretto coinvolgimento dei giovani e, come riportato nell’articolo “Guardare alla luna” del MSAC Nazionale, “un sistema che produce esclusione non può poi stupirsi di raccoglierne i frutti”: un sistema che divide e comanda, mettendo rivalità tra giovani e adulti, tra nativi e stranieri, danneggia ognuno di noi. Concludo, quindi, con una frase dell’ultimo articolo citato: “Possiamo continuare a discutere del dito: della vetrina rotta, del casello bloccato, di chi ha soffiato sul fuoco. È più comodo, e non costa nulla. Oppure possiamo alzare lo sguardo verso la luna che quel dito ci sta indicando. Noi abbiamo scelto da che parte guardare.”.

Camilla Diani – Segretaria Diocesana MSAC Pavia

 

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