Mi chiamo Maurizio, ho 54 anni, una bellissima moglie, tre figli e un lavoro nel sociale. Una vita come tante altre. Eppure, a un certo punto, mi accorgo di aver perso il Gesù che stavo seguendo.
Iscrivendo i miei figli ai campi estivi AC, l’occhio mi è caduto sul titolo del campo adulti ad Asiago: «Vocazione per sempre. Chi ce lo fa fare? Ne vale davvero la pena?».
Così mi iscrivo alla cieca: non conosco nessuno dell’AC, non conosco don Emilio, non so dov’è Asiago!
Alla partenza ho un po’ di paura e così inizia questo mio piccolo pellegrinaggio.
Arrivo a fatica e all’improvviso si spalanca il bellissimo altopiano di Asiago con colline costellate da montagne.
Giunto a destinazione, conosco timidamente qualcuno. Ci sono tanti preti: don Emilio, don Giulio, don Paolo e persino il nostro vescovo Mons. Corrado Sanguineti in tutta la sua statura fisica e spirituale.
Le mattine iniziano con il Vescovo e il profeta Neemia sulla necessità di non costruire la torre di Babele sul pensiero unico, ma creare legami e costruire comunità di persone.
Poi la meditazione: ecco don Emilio un prete un po’ sciupato, anonimo, con una bibbia in mano.
Leggiamo i soliti brani della vita di Pietro. Ma la Parola di Dio non è mai solita. Riscopriamo un Pietro passionale e fragile chiamato a pescare “uomini che vivano”. Vediamo lo sguardo di Gesù nei momenti decisivi della sua vocazione che progredisce nel tempo.
Don Emilio era parroco e è stato assistente nazionale adulti di AC. Un giorno ha un infarto, poi un tumore, poi le metastasi. Ora sta meglio per fortuna. Ma la malattia ha sconvolto la sua vita! Quel prete anonimo diverta un uomo che vive con forza la sua vocazione di annunciare la Buona Novella.
Quell’Azione Cattolica che immaginavo ormai morente si è trasformata in persone vive che mi hanno accolto, hanno condiviso riflessioni nei gruppi e gioia fraterna nelle gite.
Io ho il mio momento difficile, ma ho don Emilio che mi ricorda che Gesù continua a tenere il suo sguardo innamorato su di me e a chiamarmi a fare un passo in avanti. Ho il mio Vescovo che si china su di me per confessarmi e pregare con me. Ho don Giulio e don Paolo che si prendono cura di me. Ho l’Azione Cattolica che, pur avendo il grande compito di servire la Chiesa, ha “lasciato tutto” per trovare questa pecorella smarrita.
Ora se io che sono l’ultimo sono stato tanto amato, immaginate quanto Gesù ama voi anche nei momenti più bui!
Grazie di cuore a Dio, a Mons. Sanguineti, agli Assistenti e all’Azione Cattolica per essere stati compagni di viaggio in questo mio pellegrinaggio.
Maurizio Magli
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