Domenica 30 novembre la Chiesa di San Lanfranco ha accolto l’Azione Cattolica diocesana per la consueta Preghiera dell’Adesione.
E’ stato, come sempre, un momento importante di preghiera, ma anche di festa, di incontro e di condivisione con il nostro Vescovo Corrado e i nostri Assistenti.
Durante la preghiera, commentando il brano di Vangelo della Trasfigurazione, icona biblica dell’anno per la nostra Associazione, Mons. Vescovo ci ha consegnato tre impegni che terremo nel cuore e nella mente per il nostro cammino associativo annuale:
- Gesù vive con Pietro, Giacomo e Giovanni un intenso momento di preghiera quasi rinunciando ad un momento di interiorità personale e di solitudine: come Associazione siamo chiamati a mettere al centro la cura per la nostra vita interiore, facendolo però nel clima familiare e di amicizia che ci contraddistingue e ci rende accoglienti anche nei confronti di chi non fa parte dell’Associazione, ma trova in noi un luogo accogliente in cui nutrire la propria fede e fare esperienza di fraternità;
- un’esperienza cristiana autentica dice una bellezza che attrae, che affascina, è una bellezza che accade nella vita, che può destare interesse nel cuore degli uomini e delle donne con i quali camminiamo ogni giorno, anche in coloro che apparentemente sembrano più lontani dalla vita della Chiesa; siamo chiamati a custodire il dono della bellezza della fede, servire questo dono perché le nostre comunità possano essere luoghi di bellezza, con le imperfezioni, i limiti, le fragilità, le ombre che ovviamente segnano un cammino di ogni comunità cristiana perché rimaniamo comunque uomini in cammino e in questa fragilità si mostra la bellezza che viene dal Signore;
- dopo l’esperienza intensa e coinvolgente della Trasfigurazione, Gesù e i discepoli tornano alla loro vita ordinaria; questo anno associativo sia anche per l’AC l’occasione per ritornare al cuore del nostro essere credenti discepoli, dell’essere Chiesa e associazione di laici battezzati che liberamente scelgono il Signore e scelgono di vivere e custodire la bellezza del Vangelo dentro l’esistenza ordinaria per fare brillare lì nel quotidiano nei rapporti a scuola, sul lavoro, in famiglia, con gli amici.
Anche il nostro Presidente Francesco Frigerio ha richiamato la necessità per l’AC di essere “monte”, luogo in cui è possibile ritrovarsi e pregare, ma anche fare formazione, coltivare relazioni, confrontarsi sulle “cose del mondo” e coltivare alleanze “non per occupare spazi ma per avviare processi”. Ci ha invitati a continuare a lavorare con lo stile dell’Associazione, al di là dei numeri, nelle Parrocchie, in Diocesi, negli ambienti di vita di ognuno per testimoniare la bellezza e la grazia di camminare insieme.
Carla Conti
