Nel 2026 tornano i campi estivi dell’Azione Cattolica di Pavia, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno associativo. Anche quest’estate la proposta si articola in due settimane dedicate alle diverse fasce d’età: il campo ACR, 18-25 luglio, e il campo ADO, 25 luglio-1 agosto. Due esperienze pensate per accompagnare bambini e adolescenti in un tempo intenso di vita comunitaria, formazione, gioco e condivisione. Il campo estivo rappresenta da sempre un momento educativo significativo: una settimana lontano dalla quotidianità, in cui si sperimenta uno stile di vita essenziale, si costruiscono relazioni autentiche e si offrono spazi di confronto su temi che intercettano la vita e le domande dei ragazzi, accompagnati da attività e momenti di preghiera. Al centro restano l’attenzione alla persona, la cura delle relazioni e il desiderio di aiutare ciascuno a crescere, secondo la proposta dell’AC.
La novità più importante del 2026 è il ritorno a Santa Maria al Tonale, la casa alpina storicamente legata ai campi estivi di AC Pavia. Dopo gli anni di assenza seguiti al periodo del Covid, tornare al Tonale non è solo una scelta logistica, ma un segno dal forte valore simbolico. Quella casa non è semplicemente il luogo dove si svolgono i campi. È uno spazio che custodisce una parte importante della storia associativa della diocesi. Nel settore adulti, ancora oggi, emergono racconti legati a quelle montagne: episodi vissuti durante i campi, amicizie nate lì, ma anche la memoria di chi, negli anni, si è speso concretamente perché la diocesi di Pavia potesse avere una casa propria. La storia dell’Azione Cattolica pavese passa anche attraverso questi ricordi, che si intrecciano al luogo e lo rendono riconoscibile e familiare, anche per chi oggi non frequenta più l’associazione. Avere un posto fisso dove tornare significa poter associare esperienze, volti e scelte a uno spazio concreto, che diventa parte di una memoria condivisa e trasmessa nel tempo. I ragazzi che parteciperanno ai campi 2026 vivranno un’esperienza nuova e tutta loro, ma lo faranno dentro una storia più grande, che continua a essere raccontata anche grazie alla casa alpina. Per chi oggi lavora nel settore giovani, questo ritorno ha anche un significato personale. Nell’équipe attuale sono ormai pochi che ricordano Santa Maria al Tonale: proprio per questo, il 2026 rappresenta un’occasione preziosa non solo per i ragazzi che parteciperanno al campo, ma anche per le équipe educative, chiamate a costruire nuovi ricordi e a tornare ad abitare, in modo consapevole, una parte importante della storia dell’Azione Cattolica di Pavia. Sarà quindi un ritorno che guarda avanti, senza dimenticare le radici.
Chiara Passerini – Vice Presidente Giovani AC Pavia
