Povertà educativa

Prima la ragazza di Villanterio terrorista a 17 anni, poi il sedicenne di Como che si stava informando per costruire una bomba. I soliti politici hanno fatto i soliti commenti sulla minaccia rappresentata dai ragazzi stranieri, ma dovrebbe essere chiaro a tutti i pensanti che non è solo un problema di rapporti tra culture. Negli Stati Uniti, con i quali abbiamo un continuo scambio di fenomeni sociali non sempre positivi, adolescenti bianchi e benestanti hanno fatto stragi a scuola. Da noi è al momento difficile procurarsi mitragliatori e munizioni, ma su internet si trovano istruzioni, anche fatte bene, per qualunque cosa.

Si tratta di un altro aspetto della questione del dominio umano della potenza che anche il Papa ci ha richiamato con la Magnifica Humanitas.

Già nel 1972 Guccini ci ha raccontato, con la sua Locomotiva, una storia di un secolo prima su un giovane che intendeva migliorare il mondo con un atto violento aiutato dalla tecnologia. La novità è che oggi ci sono tante più possibilità perché a un giovane rabbia antica, generazioni senza nome che urlano vendetta, accechino il cuore e dimentichi pietà.

In un bellissimo intervento sul Post online Gemma Romano spiega  i meccanismi per i quali tanti ragazzi possono diventare quelli che chiamiamo “maranza”. E’ un percorso che interrompere con la Polizia è doveroso ma non è prevenzione del crimine, è fallimento della Politica e della Società Civile.

Per noi cittadini e credenti è necessario non accecare il cuore e gli occhi. E proprio per mantenere viva l’attenzione e aiutare e sostenere, è nato nel 2020 a seguito dell’emergenza COVID, e continua ancora oggi, il progetto Nessuno si salva da solo con Caritas, Azione Cattolica e tante Associazioni cattoliche e laiche.

Da alcuni anni abbiamo deciso di mettere al centro del nostro Progetto il contrasto alla povertà educativa . Dopo il sostegno estivo ai Grest, ora alla ripresa delle scuole è il momento di rilanciare la campagna Back To School, per aiutare famiglie disagiate ad acquistare libri e materiale scolastico per i figli. Sappiamo infatti che, soprattutto in certe culture, la scolarizzazione dei figli (in particolare le femmine e i non primogeniti) non è vista come priorità nel caso di difficoltà economiche; noi invece siamo convinti che proprio la scuola sia il luogo principe in cui si gioca la grande partita dell’integrazione dei giovani nella società italiana, così difficile e così necessaria.

Crediamo fermamente che, per evitare i meccanismi di cui parlavamo sopra, sia necessario offrire cultura, sport, tempo libero “qualificato” in ambienti sani: con l’aiuto di tutti voi, Nessuno si salva da solo continuerà a farlo. Grazie!

Francesco Frigerio – Presidente Diocesano AC

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