Si terrà a Bari, dal 30 luglio al 2 agosto, l’incontro delle presidenze diocesane di AC, “Orizzonti Mediterranei”, al quale parteciperanno anche tre delegati di Pavia.
Riportiamo un estratto della presentazione del Presidente Nazionale Giuseppe Notarstefano.
Il Mediterraneo è un luogo dell’anima. E’ anche una parte significativa di quella Europa, come amava ricordare Aldo Moro, che lo comprende e da cui è anche “ridefinita”. In questo senso il Mediterraneo può divenire lo spazio per rigenerare la democrazia del continente europeo, un laboratorio che tiene insieme confini e speranze, partenze e ritorni, solidarietà e accoglienza, persino relazioni e dialogo tra generazioni. Anche le fedi, quelle scaturite dal monoteismo, fanno la loro parte perchè sia ancora lo spazio per una navigazione collettiva, direi comunitaria, dove il desiderio di bene e di pace dei popoli possa costituire una bussola di orientamento.
Ecco perché l’Incontro nazionale delle presidenze diocesane, è molto di più di un evento associativo. È riconoscere nel Mediterraneo una frontiera simbolica e reale che interpella non solo noi come associazione, ma anche la Chiesa tutta, a essere presenza profetica, costruttrice di comunione e promotrice di pace. A Bari, in quei giorni, vorremmo assumere la convivialità delle differenze come stile, espressione che noi amiamo in modo particolare e che ci ricorda il carissimo don Tonino Bello.
Penso, non da oggi, che questa convivialità delle differenze, sia una categoria decisiva per il tempo complesso che stiamo vivendo, e credo sinceramente che possa diventare stile pastorale e criterio di impegno sociale: dalla cura dei legami alla promozione della pace, dal confronto con il fenomeno delle migrazioni alla costruzione di spazi di dialogo ecumenico e interreligioso. Il Mediterraneo, con le sue sfide e le sue ferite, farà da cornice simbolica e reale a un percorso che richiede all’AC di essere generatrice di speranza, custode della comunione e promotrice di nuove forme di presenza profetica nel territorio.
E’ il progetto di Neemia di cui parla la recente enciclica Magnifica Humanitas: «Ricostruire oggi significa riconoscere che, nella pluralità di voci e di visioni che talvolta ricorda la dispersione delle lingue, esiste comunque una possibilità luminosa: quella di edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità (MH 10)».
Tratto da il Chiostro, articolo del Presidente Nazionale Giuseppe Notarstefano
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