“Nelle cose umane, nulla è caro all’uomo senza un amico.”
Così scriveva Sant’Agostino di cui in questi giorni si celebra la memoria liturgica, per Sant’Agostino l’amicizia è un bisogno naturale dell’anima che conduce a Dio.
E proprio in questi giorni ci ha lasciato Nando Belli, un amico che per noi e per tanti amici comuni, ha incarnato questo ideale.
La nostra conoscenza, avvenuta nei campi-scuola dell’Azione Cattolica per gli adulti, si è rinsaldata negli anni ed è diventata un cammino comune attraverso le vicende della vita: la crescita dei figli coetanei, gli incontri di formazione nel gruppo-famiglia intorno a don Bruno Malcovati e mons. Adriano Migliavacca, l’impegno nel Consultorio diocesano, la casa al mare a Ceriale.
Nando è stato un amico discreto, attento a rispettare i tempi e le esigenze degli altri, sempre accogliente, anche quando la malattia picchiava duro ed era affaticato e sofferente, agli amici riservava un sorriso e una parola saggia. Era saggio Nando: quante volte, davanti a un problema pratico, economico, politico, ecclesiale, mi sono detta “Sentiamo cosa ne pensa Nando” e le sue risposte erano sempre pacate, frutto di profonda riflessione e conoscenza della realtà.
Queste doti le ha rivelate soprattutto nell’impegno per il consultorio familiare diocesano nel quale ricoprì l’incarico di tesoriere e successivamente di presidente. Quanto si rivelò importante la sua capacità professionale unita al suo equilibrio, ma anche risolutezza e fermezza nel tenere sempre presenti le finalità del consultorio nato dalla collaborazione di varie forze ecclesiali per volontà del vescovo! Quanta sofferenza per tutti quando comunicò con realismo il primo verdetto sulla sua malattia che lo costringeva a non assumere più un ruolo attivo! Anche nei suoi momenti difficili non fece mai mancare un supporto emotivo e professionale a questa istituzione nella quale aveva creduto e partecipando all’ultima assemblea, anche se nel momento più delicato della malattia, seppe comunque infondere speranza a fronte di difficoltà economiche, con la certezza che Qualcun Altro avrebbe comunque sostenuto l’opera.
Nando era anche dotato di leggerezza e umorismo, che si esprimevano per rallegrare gli altri con le sue doti di intrattenitore: indimenticabili le sue performance di cabaret a imitazione di Dario Fo e dei Gufi ai campi-scuola in compagnia di altri amici.
Aveva una fede profonda, vissuta insieme ad Anna, che si esprimeva in gioia e attaccamento alla vita, accettata con tutte le problematiche di salute che gli ha portato, affrontate con coraggio e consapevolezza, affidandosi a una preghiera costante che, ne sono certa, metteva al centro il bene della sua famiglia più che il suo.
Alla morte di un amico così non si può che essere grati al Signore per avercelo fatto incontrare e consolarsi al pensiero che nei Pascoli del Cielo stia camminando con tutte le persone care che lo hanno preceduto.
Rachele Lunghi e Raffaella Rastelli
