Restiamo umani

Mercoledì 20 maggio, alle 21.00 presso il Centro Diocesano si chiuderà il secondo ciclo di incontri del percorso I Care di quest’anno.

Il tema era “Quello che non possiamo comprare”: nonostante le tragiche apparenze della cronaca, anche avendo a disposizione miliardi di dollari, in contanti o in armi supertecnologiche, i padroni del mondo non possono comprare tutto, anche se ci provano.

Nel primo incontro, Alessandro Bacchetta, fisico, ci ha raccontato di come tanti abbiano anche provato a pilotare con il denaro il consenso scientifico. Prima o poi, tuttavia, la realtà viene a galla, qualche volta esigendo un prezzo alto per la nostra ignoranza. La capacità della scienza di descrivere il reale è a suo modo limitata, ma questo limite va compreso, non usato come scusa. La relazione tra spazio e tempo è descritta dalla relatività speciale in modo più accurato dalla relatività speciale che dalla meccanica che impariamo a scuola, ma, alle velocità che “di solito” possiamo sperimentare, le cose non cambiano e una teoria coincide con l’altra.

Nel secondo incontro, Marco Missaglia, economista, è partito dalla storia di questa disciplina, che è una scienza, con le sue approssimazioni, che servono però a spiegare, qualche volta, quello che accade. Il pubblico è stato appassionato da come il denaro, e le regole per la sua circolazione, non siano un aspetto prosaico della convivenza umana, con il quale è meglio avere a che fare il meno possibile. La sua corretta gestione nella società è un compito non meno delicato e terribile della gestione della forza. La stessa possibilità di lasciare un pianeta vivibile alle prossime generazioni è legata a come decidiamo di regolare il modo con cui diamo “valore” alle cose, anche a quelle che fabbrichiamo con le nostre mani.

Ringraziamo quindi i relatori, che ci hanno fatto vedere con occhi nuovi realtà sulle quali magari avevamo già dato un giudizio, e attendiamo il terzo appuntamento dal titolo “Restiamo umani” con il nostro Assistente Adulti Don Giulio Lunati mercoledì 20 maggio.

Quale concezione dell’uomo ovvero come restiamo umani oggi è il tema di questo appuntamento.

Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.  E’ il famoso inizio della “Costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo” del Concilio Vaticano II.

L’Azione Cattolica da sempre ha cercato di prendere molto sul serio questa affermazione.

Confidiamo che questo nostro sforzo, possa dare un contributo.

Francesco Frigerio, per il gruppo I Care

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