Sui contenuti e sui discorsi della visita di Papa Leone a Pavia dovremo tutti ritornare perché rilevanti per la nostra Chiesa e per la nostra città, mi limito adesso ad alcune impressioni un po’ disordinate “a caldo”, anche in senso letterale.
Aspettando sotto il solleone di Piazza Vittoria, dalla mia posizione privilegiata, nel settore “seduto” lo schermo gigante e l’impianto audio funzionano perfettamente, e anche l’omelia tenuta a S. Pietro in ciel d’Oro si potrebbe ascoltare, se non fosse per le persone vicine rumorosamente impegnate in selfie di gruppo. Cerco allora rifugio dal sole sotto il porticato: peggio ancora, ci sono le autorità, uomini in particolare, più abituati di me a portare giacca e cravatta anche a 35 gradi, sanno che è meglio stare all’ombra il più possibile e intanto conversano amabilmente di argomenti diversi.
Sicuramente non fanno nulla di male, i discorsi del Papa sono integralmente disponibili online dopo poche ore, l’importante non è ascoltarli ma “esserci” e fare presente agli altri che ci siamo, perché non ci ho pensato?. Faccio anche io qualche foto per lo stato di Whatsapp, come metà dei miei contatti.
Tuttavia girandomi indietro qualche dubbio comincia ad arrivare guardando il Popolo di Dio sotto il sole come e più di me, ma in piedi, che, dalla mia prospettiva sembra ascoltare in silenzio. Forse è solo un’impressione, ma magari ci sono persone che meritano di essere più avanti, come gli invitati al banchetto della parabola, anche se sono in bermuda.
Arriva il momento, anche un po’ temuto, quello per cui mi sono premunito, contro le mie abitudini, di seguire l’indicazione di “un abito adatto per un evento di tale rilevanza”.
Si sale a rendere omaggio di persona al Santo Padre. A parte la preoccupazione per le scarpe del “vestito buono”, sulle quali non investo di solito molto, che si stanno perdendo le suole, non riesco a cogliere, all’inizio, una particolare emozione.
Poi capisco: non sono io, è l’Azione Cattolica diocesana che, nella persona del Presidente, è ammessa, non tanto a rendere omaggio, quanto a essere indicata al Papa come rilevante per la Chiesa che è in Pavia.
Un po’ di emozione arriva, insieme al sollievo che nessuno sembra essersi accorto della scarpa sinistra, io ho presentato al Papa l’Azione Cattolica di Pavia.
Quando tutto finisce, più di un Socio di AC, il Papa ha richiamato l’importanza di essere parte di una Societas, mi fa i complimenti. Per cosa? Io non ho fatto nulla, il Papa, il Vescovo e il Sindaco hanno fatto discorsi che meritano complimenti e ringraziamenti.
L’AC ha occupato un posto, importante, dobbiamo esserne degni. Vado a comprarmi le scarpe.
Francesco Frigerio Presidente Diocesano AC Pavia
Segui il canale WhatsApp di AC Pavia
Segui il canale Telegram di AC Pavia
