Un invisibile fil rouge unisce la nostra meta dello scorso anno, Rondine Cittadella della Pace, e la città slovena di Nova Gorica, visitata insieme a Gorizia, Grado e Aquileia, nel weekend 6/7 giugno: la trasformazione creativa del conflitto e il superamento dei confini, sia fisici che ideologici. Mentre il borgo di Rondine abbatte le barriere culturali accogliendo giovani provenienti da Paesi in guerra per farli convivere con il proprio “nemico” storico, Nova Gorica, nata a ridosso del confine italo-jugoslavo del secondo dopoguerra, ha cooperato con la vicina Gorizia fino a diventare il simbolo europeo della coesistenza transfrontaliera; entrambe le realtà dimostrano concretamente come i luoghi di passata o presente divisione possano tramutarsi in laboratori viventi di dialogo, riconciliazione e pace. Il viaggio si è snodato lungo tre tappe ricche di significato, che ci hanno permesso di camminare intrecciando la memoria storica, la bellezza artistica e la comunione fraterna.
Sabato ci ha visto passeggiare tra le vie di Gorizia, di cui abbiamo ammirato l’architettura mitteleuropea, ma la visita ha assunto una forte valenza profetica e civile durante la sosta sulla Piazza della ferrovia Transalpina, un tempo divisa da recinzioni, cippi e muretti e oggi simbolo di vicinanza tra Italia e Slovenia: qui, anche attraverso le parole della guida, è sorta spontanea in tutti noi una riflessione sul valore della pace e del dialogo. Quello che un tempo era un confine di separazione e di dolore oggi è un monito concreto ad essere instancabili costruttori di ponti e artigiani di pace. La visita della città è terminata con un incontro davvero speciale nel Parco della Rimembranza: Franco Miccoli, uno dei fondatori della associazione ‘Concordia et Pax’, goriziano, ci ha raccontato della sua vita, di come, nato nel ’45, non ha mai conosciuto il padre carabiniere, nello stesso anno deportato (e mai più ritornato) in Jugoslavia, insieme a centinaia di altre persone. Lo scopo principale della associazione è quello di diffondere fra le giovani generazioni la cultura della pace e della riconciliazione. La sua testimonianza è stata toccante e coinvolgente e ci sembra interessante riportare una frase che apre una pubblicazione curata da questa associazione. “la conoscenza reciproca viene molto prima del dialogo e del confronto: conoscere significa entrare dentro alle vicende e alla storia…illuminare il cammino del presente attraverso la memoria e traguardarlo verso il futuro”. Anche di questa preziosa opportunità ringraziamo gli amici della AC di Gorizia, che ci hanno aiutato ad organizzare la nostra visita. La domenica mattina, dopo una sosta a Grado per la messa nella basilica di Santa Eufemia, e un giretto fra mare e isola pedonale e Laguna, accompagnati qua e là dalle note della banda della processione per il Corpus Domini, siamo arrivati all’ultima tappa, Aquileia.
La visita guidata alla grandiosa Basilica Patriarcale ci ha permesso di contemplare e interpretare lo straordinario mosaico pavimentale del IV secolo – il più esteso del mondo cristiano occidentale – una vera e propria “Bibbia per immagini”. A differenza di altri siti archeologici, Aquileia conserva un’atmosfera intima, raccolta, dove ogni pietra, ogni frammento invita anche alla riflessione sulla capacità dell’uomo di lasciare tracce che a distanza di millenni continuano a meravigliarci
È stata senza dubbio un’esperienza da custodire, che ci ha arricchito non solo di nuove conoscenze storiche e artistiche, ma soprattutto, ancora una volta, di relazioni fraterne sempre più consolidate, in attesa del Campo Adulti.
Rita Marelli – AC Pavia Settore Adulti
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